Alberto's profileLa Terza Casa... ...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    November 30

    Il coraggio di un tentativo

    La ragazza con il cappello di paglia seduta su un sedile duro di plastica della linea A. Gli occhi castani e grandi. Troppo grandi. Forse lucidi. Ma nessuno la guarda.
    Dall'altra parte della città, il ragazzo con gli occhi azzurri. Che non l'aspetta. Che non ci pensa affatto. Che tutto il giorno ha altro da fare.
    In solitudine, lei attraversa la città, solo per vedere il suo rifiuto.
    Dall'altra parte della città. Dopo un'ora. La ragazza è in piedi con il suo cappello ridicolo, davanti alla porta. Dietro la porta, il ragazzo si è seduto ad aspettarla senza saperla in arrivo. La ragazza alza la mano, come un gesto per chiedere che vuole udienza, che vuole entrare, non tanto in quella porta, quanto in quel cuore duro come pietra di fiume. Alza la mano, chiude il pugno, sta quasi per bussare. Poi, la mano le cade. Non ha più la forza di alzarla. Tenta. E' la sua sconfitta, il legno liscio di quella porta chiusa. Non ha la forza di chiedere. Ti prego fammi entrare fammi entrare ancora dentro di te. Si volta, non sente il respiro del ragazzo seduto dietro la porta. Non lo sente morire di silenzio. Lentamente si allontana. In silenzio il ragazzo piange l'attesa. La ragazza si toglie il cappello, si accartoccia come una bambina, e sembra una bambina davvero adesso. Lui non sa che lei è la. Lei non sa che lui l'attende. Resteranno così, cercandosi senza trovarsi.

    Connettersi al cuore

    Qualunque cosa scriva, si perderà. Questi pensieri lasceranno il posto ad altri. Ciò che restano, sono le emozioni. Si dice che ogni cellula ne abbia memoria. Come arrivare al cuore? Mettendoci una mano sopra, sentendone il battito. E anche tendendo una mano, verso gli altri. I sensi sono collegati al cuore, anche se non ce ne accorgiamo. O ce ne accorgiamo troppo poco. Sarà il cuore a fermarsi per primo.

    Un caldo buongiorno a tutti

    E cosi siamo qua
    ad aspettare un altro indimenticabile giorno

    che magari passerà
    in un nanosecondo
    o magari si dilungerà
    fino all'eternità,
    con le sue gioie e i suoi dolori,
    i suoi piaceri e dispiaceri...

    Viaggiare

    Non sempre il viaggiare è una cosa bellissima, quando lo si fa per lavoro, ma comunque, quasi sempre, si riesce a trovare un qualche cosa di bello o di positivo; un'immagine, un attimo, una impressione che vorresti dividere con un'altra... che non hai a fianco.

    Cerco di riempire questo vuoto dividendo le mie impressioni con alcune delle mie migliori amiche: VOI !

    Mi piace iniziare questa mia discussione con immagini Italiane: il mondo è bello, l'Italia di più!


    L'ultimo viaggio l'ho fatto a Stintino.




    Il mattino mi svegliavo con questa vista...




    Che dire di più? Vale più un attimo di queste visioni che 100.000 giorni
    in un ufficio!


    Ma soli non vale!

    Novembre

    Novembre,
    un mese d'autunno...
    Le piogge d'autunno,
    il freddo di novembre...
    La solitudine,
    di fredde serate,
    su strade
    lucide di pioggia...
    il silenzio,
    di strade deserte...
    il rumore,
    di foglie calpestate...
    Il rimpianto,
    di qualcosa d'indefinito...
    la magia,
    della luce dei lampioni,
    che dona,
    questa notte,
    il profilo
    di un volto di donna...
    il tuo nome,
    rischiara,
    il percorso
    dei miei passi...

    Il mio Essere

    Non c'eri fino a un attimo fa,
    e improvvisamente
    mi sei piombata addosso,
    con foga, con veemenza,
    una forza d'urto tremenda.
    Invadi il mio essere
    e non lasci spazi liberi,
    occupi ogni minimo interstizio...
    la tua presenza dentro me
    così desiderata,
    e così lacerante.
    La tua presenza...
    no,
    tutto questo è,
    solo,
    la tua assenza.

    ...driving...

    Ho girovagato per le strade della mia città, felice di trovare i semafori rossi.Ho osservato le vetrine e le persone che affollavano le vie.
    Ho notato due adolescenti che si baciavano appassionatamente alla fermata del bus;un ragazzo un pò strano che sembrava Woody Allen; un commesso che allestiva con cura la vetrina e due ragazze che a loro volta lo osservavano.
    Ho guidato come in trance verso casa e mi sono persa nei miei pensieri....fino a quando ho visto la Luna e ho pensato agli amici lontani...Lontani ma sotto lo stesso cielo!


    Ingenua

    Ingenua.

    Ragazza che cosa pensi di fare? Vuoi andarci a letto per capire come funziona tra te e lui? Credi veramente di conoscere la verità?

    L'amore è un'altra cosa.

    E' fatto di sospiri, di attese, di lunghi sguardi negli occhi e dentro l'anima.

    Strategie dell'attenzione, tattiche creative, legate alla fantasia, all'invenzione, all'improvvisazione, passioni coltivate nel dolore e nella sofferenza di amarezze passate.

    Simpatia, empatia, compenetrazione di personalità, miscuglio, interferenze continue di emozioni.

    Amare, amarsi è difficile.

    Senza complicità, frutto di un reciproco sciogliersi nell'altro per riconoscersi, non c'è sesso che tenga.

    Sì: il feeling, l'epidermide, la chimica, il cataclisma ormonale devono pur esserci, ma capitano non richiesti, così, quasi per caso, senza essere programmati o voluti, costruiti, artefatti, sollecitati per cerebrale decisione.

    La consapevolezza del sentimento, del desiderio, la gioia attesa e sperata, cresciuta dentro a dismisura ti fanno sentire nella terra di nessuno, dove la scintilla scocca e il fuoco divampa, diffondendo il suo calore per tempi indefiniti, non per pallide fiammelle, svanite nell'aria dopo i primi crepitii, lasciando cenere e vuoto, il freddo nell'intimo profondo e un altro smarrimento nel tuo essere.

    Ingenua.

    Il pirata Juanito

    Era gennaio, era un giorno lontano
    Quando lasciasti la casa natìa
    Freddo era il mare di San Sebastiano
    Fredda era l'aria, davanti la via

    Quel grande mare dalla nave solcato
    Su cui salisti pien di speranze,
    Ti separava dal luogo bramato,
    Ricco di rhum, di donne, di danze,

    Ricco d'oro. E tu stanco e spossato
    Dopo tempeste giungesti alla mèta
    Guardavi quei luoghi con volto straniato
    Così diversi dall'amata Mesèta

    Cercasti lavoro nella piantagione
    Di quell'hidalgo goffo e panciuto
    Ti scacciaron peggio ch'uno straccione
    Quando vedesti un omone barbuto

    Costui aveva l'aria di tanti briganti
    Ma possedeva una grande fregata
    Cercava mozzi per assalir naviganti
    E tu così diventasti un pirata

    Con i compagni, con vecchi fucili
    Passasti navi d'ogni Paese
    Mirando alle gemme e all'or nei barili
    Gettando agli squali le anime offese

    Giravi i porti di quelle regioni
    Andavi con donne di malaffare
    Gettavi in rhum fior di dobloni
    Avevi scordato che vuol dire amare

    Non eri più il buon giovin Juanito
    Adesso che stavi in quella cuccagna,
    Non pensavi più a quand'eri partito
    Non volevi far più ritorno in Spagna

    Il male aveva divorato il tuo cuore,
    Nella ria strada ti eri ormai perso,
    Guardando del ciel al tramonto il rossore
    Dicesti "Non è per niente diverso

    Da quello spagnolo, da quel di Valenza
    Che ogni landa del mondo è una fogna
    Se di benesser non vuoi star senza
    Devi anche tu essere una carogna!"

    Avevi oro sufficiente a campare,
    M'avido e crudo s'ì ch'eri diventato
    Preferisti restar, anziché tornare
    Nel lontano Paese dov'eri nato

    Ma mentre partivi pel nuovo assalto
    Una tempesta inghiottì la tua nave
    La spezzò in due e in quel mar di cobalto
    Cercasti invano appiglio su un trave

    Tra quelle gelide onde decise
    Guardasti il cielo per l'ultima volta
    Pel male vivesti e il male ti uccise
    Come quei che la coscienza non ascolta.

    Fiamma scivolosa

    Ammetto che tanto sarebbe da farsi, ancora di piu' da dirsi.
    Stoico guerriero, fiero di muscoli e pensiero, indomito senza tempo ne' macchia, parole misurate, morbide come rosso tramonto eppure stagliate contro l'infinito, definitive e meravigliose.
    Capace di abbattere montagne, spostare nubi con un sospiro, correre come nemmeno Mercurio potrebbe, io ho distrutto i pilastri della Terra e nessun peso mi ha schiacciato, demolito, azzoppato.
    Perche'...
    Per un angolo di letto scomposto nell'immobile penombra? Per continuare con altro silenzio, ancora silenzio, sempre silenzio, temuto silenzio.
    Forse sapro' sorprendermi e tirando a terra polverose tende riportero' luce ed aria, volume, volume come distesa illimitata in pianura senza dolore ed asperita', forse singolo violino puo' essere orchestra della piu' grande sinfonia mai eseguita o forse questo riverbero continuera' a martoriare ogni logico pensiero, ogni sbalzo d'umore, ogni desiderio inespresso.
    Intanto sogno neve, sigarette rubate all'abitudine, fumo che non annebbia solo polmoni, confusione, tanta confusione e nell'opaco delirio scopro realta' piu' congeniale, piu' vera magari o solo meno soffocante realta', tappeto rosso su precipizio dorato e almeno c'e' stile, arte, plasticita'.
    Qui fa freddo ma non so il caldo che sia quindi non comprendo, fatico a consolare, pensare e le invenzioni sono chimere di qualcuno che si e' illuso di poter essere me.
    Io creo si, ma non distruggo, forse demordo e potessi librarmi sulle paure lo farei, sapessi liberarmi dal giogo del passato lo farei, riuscissi ad essere puro e consolabile allora il mondo sarebbe mio e io sarei del mondo...

    Il mio sogno e' un mare acido

    Sono cambiato? Non lo so.
    La mia musica e' sempre la stessa? Si, forse piu' arrabbiata.
    Sono invecchiato? Laddove non si potrebbe credere.
    Troppi cavi nella mia vita, raccordi in matasse non sempre districate ma mi diverto cosi' e non so che farci.
    Distanza che accomuna, sincronia d'intenti lontanissimi e paradosso non e' casa, forse stile, magari abitudine, non rassegnazione, piccolo stratagemma.
    Antefatto ed epilogo, eoni tra loro e il tempo e' scivolato senza rendersene conto, misterioso fluire ed e' come prisma asimmetrico che riflette realta' sempre diverse su facce sempre diverse in rotazioni sempre diverse.
    Spazio, tempo, tutto mutato eppure come sempre, le mie mani sono piene di canzoni, le parole, quelle giuste, latitano lasciando a loro i soli spazi che oramai so concedere.
    E' che mai ho saputo parlare, tantomeno narrare e quelle storie meravigliose non sono uscite dalla pelle, dalle mani, forse gli occhi, si gli occhi mai hanno mentito ma troppo flebile voce, sottile grido e come sorriso soffocato qualcosa si e' perso, smarrito in labirinto dal quale non so fuggire.
    Fratture rivelate, lividi mai guariti, silenzi che sanno di resa ma il mio sogno appartiene a qualcuno che a stento riconosco in me.
    Perche' sia ancora qui non so o almeno mi inganno dicendo di non comprenderlo perche' una chitarra elettrica e' ancora energia che genera pensieri, emozioni vere o che almeno percepisco tali e so non sbagliarmi, non cosi' tanto.
    Li' fuori ci sono strade che non dovevo percorrere e non mi lamento, non saro' infelice per questo perche' quei cammini appartengono ad altre gambe, altre storie, altri futuri, altri universi eventuali, altri presenti reali e cio' mi basta quando le somme della vita restituiscono risultato positivo.
    Comunque ora proseguo nella corsa e non mi fermo perche' non doveva accadere, dico ciao e agito arrivederci, il traguardo e' troppo avanti per fermarmi, la strada e' lunga, l'orizzonte pare stanco e talvolta impervio terreno, ostacola e spaventa ma quando arrivero' saro' qui, qui dove sono sempre stato, dove dovevo essere, da dove mai me ne sono andato.
    Il mio sogno e' un mare acido
    E dimmi se non e' reale
    Il giorno traveste di luce ogni cosa vivente,
    Ma non toglie la paura dei fantasmi.
    Voglio idee per sopravvivere
    E mille, mille, mille non bastano.
    E quel sogno, sai,
    Continua a chiamarmi nella profondita' del mare
    Una caduta dentro i vortici d'acqua
    Le mie mani, che non si fermano piu'...

    I've been here before

    Ho cercato nella memoria i volti della mia vita.
    Ho lasciato che immagini divenissero filmati, non  piu' statiche foto bensi' sequenze tridimensionali, tutti i sensi, in ogni senso interessato ed usato, delicatamente sfruttato e coinvolto.
    Curioso processo di raffinazione, sublimazione forse, come estrazione d'essenza e ricostruzione in tempio venerando, imperitura memoria di se' passando per altrui immagini e forme e gesti.
    Segmenti temporali rubati, loop esistenziale che incatena eppure libera sensazioni ed emozioni di un tempo passato, sempre remoto, sempre distante, malinconicamente presente, vicino nei sentimenti.
    Quando parte la sequenza, mentre ci si immerge placidi nel tepore di cio' che e' stato e' tenero abbraccio, nostalgia coscientemente idealizzata e coltivata in luce diffusa, girandola colorata per immagini patinate e dolcissime.
    Un po' di bugie, angoli troppo smussati non nel momento ma nel concetto, se e' stato allora puo' ancora essere e qui la menzogna diviene tenera illusione.
    Forse e' aggrapparsi a problemi risolti, tranquillita' del passato allo zenit, scrematura senza compromessi nel suo meglio al meglio, massimo idealmente raggiunto.
    Strano sovente il criterio, giochi dell'Io in precisa scelta di inesplicabili principi sempre corretti pero', sempre giusti, sinceri soprattutto, curiosi, misteriosi magari e inaspettati.
    Bello rimane il navigare nelle proprie acque come fossero altrui luoghi e in essi farsi condurre in un gioco antico e vedere quando vedere e' vivere, conferma di essere.
    I've been here before
    There is not why, no need to try
    I thought you had it all
    I'm calling you, I'm calling you
    I ask for more and more
    How can I be sure

    Cucita addosso

    In questi giorni ho avuto modo di guardare dentro me stesso , di riflettere , e parecchio …
    Ho cercato di trovare una soluzione diversa , una nuova “sfaccettatura”a pensieri che alle volte si affacciano nella mente , e stranamente mi sono accorto di riuscire ad andare avanti , un passo alla volta , piano piano , ma ci riesco !
    No è stato facile portarsi appresso un ricordo cucito con un filo indissolubile , come una lettera ed una frase : “vorrei esserci io in questo pacco” … Ma pian piano si riesce a trovare la soluzione alle difficoltà che si pongono e si frappongono tra te e la vita quotidiana , tra i pensieri , tra le mille cose che accadono e che ti sembrano impossibili da superare . Ma si può .
    A cosa aggrapparsi ?
    Al ricordo ? Al dolore che non smette , battendo nel silenzio di immagini che la mente vuole oscurare ? Non è certo facile , ma in fondo , quel che a prima vista sembra impossibile , diventa dolcemente superabile , con facilità .
    Certo , devi sacrificare qualcosa : magari proprio quei ricordi , quei momenti che sai bene che non torneranno mai più uguali , ma in fondo la vita non ti aspetta , neanche se urli la tua disperazione ! Puoi trovare dei “palliativi” , quasi delle forme di solidarietà che ti possono dare la forza , ma devi sentire quella spinta dentro di te , quella sensazione di farcela , di potercela fare . E come ?
    Basta ricordarsi quei momenti in cui stavi male , in cui soffrivi , e tutto per colpa di quelle situazioni così assurde , di quei ricordi che han rovinato giorni interi della tua vita ! Basta pensare la sofferenza “a senso unico” , quando un uomo veniva lasciato in lacrime su di un pensiero , a piangere da solo , nelle ombre della notte … Basta ripensare a tutti quei momenti che avresti voluto condividere , e che invece hai dovuto far finta di non vedere , per non soffrire ancora sentendo la sua presenza vicino a te , sentendo quella sensazione di inganno , di ingannarsi , di illudersi ancora , e farsi ancora del male .
    Camminare nel sole dei pomeriggi , per le stesse strade che erano felici , e che diventano d’improvviso un dedalo di ricordi e illusioni , di piccoli frammenti di una storia andata in frantumi troppo piccoli da ricomporre … O forse è il fresco di un mattino d’inverno , camminando su di un marciapiede sotto il cielo azzurro , limpido e sereno , risplendente del bagliore chiaro di un sole pieno di gioia , tinto di un pizzico di allegria , un pochino in più ?

    November 29

    Partita di calcetto

    Non so cosa dirvi davvero.

    28 ore alla nostra piu' difficile sfida professionale.

    Tutto si decide oggi.

    Ora noi, o risorgiamo come squadra, o cederemo un centimetro alla volta, uno schema dopo l'altro, sino alla disfatta. Siamo all'inferno adesso, signori miei. Credetemi.

    E ... possiamo rimanerci, farci prendere a schiaffi oppure aprirci la strada lottando verso la luce.

    Possiamo scalare le pareti dell'inferno un centimetro alla volta.

     

    Perche' in entrambi questi giochi, la vita e il football il margine d'errore e' ridottissimo. Capitelo ...

    Mezzo passo fatto un po' in anticipo o in ritardo e voi non ce la fate. Mezzo secondo troppo veloci o troppo lenti e mancate la presa. Ma i centimetri che ci servono sono dappertutto, sono intorno a noi, ce sono in ogni break della partita, ad ogni minuto, ad ogni secondo.

    In questa squadra si combatte per un centimetro. In questa squadra massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi, per un centimetro. Ci difendiamo con le unghie e con i denti per un centimetro.

    Perche' sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri, il totale allora fara' la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza tra vivere e morire.

    E voglio dirvi una cosa: in ogni scontro e' colui il quale e' disposto a morire che guadagnera' un centimetro.

    E io so che se potro' avere un'esistenza appagante sara' perche' sono disposto ancora a battermi e a morire per quel centimetro. La nostra vita e' tutta li'. In questo consiste, e in quei 10 centimetri davanti alla faccia.

    Ma io non posso obbligarvi a lottare! Dovrete guardare il compagno che avete accanto, guardarlo negli occhi. Io scommetto che ci vedrete un uomo determinato a guadagnare terreno con voi. Che ci vedrete un uomo che si sacrifichera' volentieri per questa squadra, consapevole del fatto che quando sara' il momento voi farete lo stesso per lui.

    Questo e' essere una squadra, signori miei!

    Percio' ... o noi risorgiamo adesso, come collettivo, o saremo annientati individualmente.

    E' il football ragazzi! E' tutto qui'.

    Allora, che cosa volete fare?

    (tanto per la cronaca abbiamo perso 5-3)

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    Interessi

    Mi piace...allora: A me mi piace il caffè. Non soltanto quello della classica moka alla mattina ma soprattutto quello del bar, l'espresso italiano insomma. Non è soltanto una questione di gusto: il caffè al bar rappresenta il rito, la pausa coi colleghi, la sosta in autogrill .. un momento di svago e di relax insomma. Purtroppo al ritorno dalla Calabria ho avuto la spiacevolissima sorpresa di scoprire che il bar vicino all'ufficio ha aumentato il prezzo del caffè a un euro. Come spesso accade al mare sono rimasto un po' fuori dal mondo e non ho seguite tutte le vicende di questo ennesimo aumento ma la cosa mi lascia parecchio scocciato. Ho letto anche tutte le "motivazioni" proposte dai gestori: il prezzo non aumentava da 4 anni ... è sempre stato uguale al prezzo dei quotidiani o a quello del metrò ... Ho letto anche delle proposte di sciopero del caffè delle associazioni di consumatori ok, a me le due cose non stanno bene per niente: l'aumento non va bene, se proprio si devono allineare dei prezzi sarà il caso di abbassare quelli dei tram e dei giornali e lo sciopero fatto così non serve semplicemente a nulla: semplicemente ho deciso che non berrò più il caffè nei bar che lo venderanno a un euro. Mi piacciono i CD, sono abbastanza vecchio da ricordare quando sono usciti e per ricordare quello che c'era prima: dischi di vinile enormi, scomodi, delicati e con la spiacevole abitudine di rigarsi e far saltellare allegramente la puntina del piatto oppure le celeberrime musicassette che perdevano di qualità ad ogni copiatura e tendevano a usurarsi regalando proprio alla musica preferita un poco simpatico "gniick gniick" di sottofondo. Ho accolto il CD con gioia perchè era piccolo, pratico, resistente, difficile da rovinare e soprattutto la musica si sentiva nettamente meglio. Adesso ho trovato un articolo in cui si parla della prossima fine del compact disk, soppiantato dalle varie schede di memoria, quelle della macchina fotografica, l'i-pod o dei lettori MP3 (appunto!) tanto per intenderci! Solo dopo aver letto questo articolo ed aver fatto un minimo di mente locale mi sono accorto che in effetti non vedo da un sacco di tempo qualcuno girare con un lettore di CD portatile e che in moltissime macchine ormai il lettore di MP3 è incorporato qundi la notizia mi pare credibile. Poverino però, ha solo 25 anni ... Purchè non arrivi alla testardaggine mi piace la coerenza, entro limiti ragionevoli insomma. Quello che invece detesto con tutte le mie forze è l'incoerenza di quei personaggi che si proclamano di sinistra (se non addirittura comunisti) e poi pretendono di guadagnare migliaia di euro con la sola imposizione delle mani, con un paio di gocce della loro preziosa scienza. Ma che cavolo, un minimo di dignità. Faccio fatica a capire come certa gente riesca a guardarsi allo specchio alla mattina, io non ci riuscirei ed è probabilmente (anche) per questo che io non diventerò mai ricco. Non so come faccia il mio capo ad avere a che fare tutti i giorni con gente del genere. Fanno un progetto in due (teoricamente), lui fa il 98% del lavoro e l'altro vuole fare a metà dei soldi. Gente così mi fa proprio schifo. Il caldo mi piace, preferisco sicuramente l'estate all'inverno ma adesso si esagera! Ovviamente i condizionatori in ufficio hanno pensato bene di rompersi proprio in questi giorni e quindi si cerca di sopravvivere usando i cari vecchi ventilatori. Hanno annunciato qualche giorno più fresco insieme a un po' di pioggia per la prossima settimana, spero che sia così perchè la penultima settimana in ufficio prima delle tanto agognate ferie potrebbe essere troppo pesante se fosse uguale a quella appena passata. Basta, stop, finito è un amore concluso.
    November 27

    La bibbia di CHUCK NORRIS

    Chuck Norris non dorme. Aspetta.
     
    Chuck Norris una volta abbatté un aereo tedesco puntandolo con un dito e 
    urlando "Bang!"
     
    Quando l'uomo nero va a dormire,ogni notte controlla il suo armadio per
    vedere se c'è Chuck Norris.
     
    Una volta un uomo cieco ha camminato sulle scarpe di Chuck Norris che ha 
    detto: "Non sai chi sono io?, io sono Chuck Norris,p*****a!) La sola 
    menzione del suo nome ha curato la cecità di quest'uomo! Purtroppo, la 
    prima, l'ultima, e l'unica cosa che quest'uomo ha mai visto ,è stato un 
    calcio volante di Chuck Norris
     
    Chuck Norris un volta ha mangiato 3 bistecche da 2 chili in un'ora. Ha speso 
    i primi 45 minuti facendo sesso con la cameriera.
     
    Non esiste la teoria dell'evoluzione, ma solo una lista di creature a cui 
    Chuck Norris permette di vivere.
     
    Chuck Norris può dividere per zero.
     
    I bambini hanno paura del buio. Il buio ha paura di Chuck Norris.
     
    Chuck Norris non va a caccia, perché la parola "caccia" implica possibilità 
    di fallimento. Chuck Norris va ad uccidere.
     
    Per dare prova che il cancro si può sconfiggere facilmente, si è fumato 15 
    stecche di sigarette al giorno per 2 anni per poi riscontrare 7 tipi diversi 
    di cancro. Curò tutto con 30 minuti di palestra.
     
    Durante un episodio di "Willy Il Principe di Bel-Air", sostituì per una cena 
    Carlton e nessuno ci ha fatto caso.
     
    Ogni fine settimana, Chuck prende a calci una dozzina di bianchi per dare 
    prova che non è razzista.
     
    Prima di andare sul set di "Walker Texas Ranger", si fa iniettare una dose 
    multipla di tranquillizzanti per elefanti per limitare la sua forza e 
    mobilità. Tutto questo per cercare di diminuire il livello di fatalità degli 
    attori nelle scene di lotta.
     
    I Re Magi non erano tre, ma quattro.Chuck era il quarto Re Magio che diede a 
    Gesù bambino il dono della "barba". Gesù la portò fieramente addosso fino 
    alla morte. II tre Re Magi divennero gelosi e unirono le loro forze e 
    saggezza per depennare Chuck dalla Bibbia. Poco dopo, morirono tutti e tre 
    per morte causata da calci.
     
    Chuck Norris una volta si è fatto la barba. Una volta fatta, è morto 
    l'ultimo unicorno.
     
    Nel 1500, Chuck Norris ha iniziato una gara col David di Michelangelo. Chuck 
    non ha ancora fatto l'occhiolino.
     
    La suoneria del cellulare di Chuck Norris e una registrazione della gente 
    uccisa dal suo calcio volante che chiede pietà.
     
    Chuck Norris non parla. Lui pensa le parole e poi le manda al tuo cervello 
    con un calcio volante.
     
    Chuck Norris ha risolto il mistero del Triangolo delle Bermuda col Teorema 
    di Pitagora.
     
    Chuck Norris non si lava i denti: mette il suo pugno davanti alla bocca e le 
    placche saltano fuori
     
    L'elicottero è stato inventato dopo aver filmato Chuck Norris che faceva 8 
    calci volanti consecutivi.
     
    Chuck Norris dona frequentemente sangue alla Croce Rossa. Non il suo.
     
    Quando Chuck ha scoperto di non essere stato inserito nel Monte Rushmore, 
    voleva lasciare il suo segno da qualche parte. Così ha colpito il terreno 
    con un calcio volante e ha creato il Grand Canyon.
     
    Se conti il numero di spermatozoi che i tuoi testicoli producono in una 
    vita, sarà sempre inferiore al numero di donne che hanno avuto un orgasmo 
    passando le mani fra i capelli di Chuck
     
    Chuck Norris è la fonte di tutta la luce. Il sole prende il suo potere 
    attraverso l'energia creata quando Chuck Norris colpisce chiunque con i suoi 
    calci volanti.
     
    Chuck Norris non caga. Espelle debolezza.
     
    Una volta abbiamo dato una festa di laurea per Chuck: si è mangiato tutta la 
    torta prima che riuscissimo a dirgli che c'era una spogliarellista nascosta 
    dentro.
     
    Chuck Norris perse la verginità prima di suo padre.
     
    Mentre stava recitando per un episodio di Walker Texas Ranger, Chuck Norris 
    resuscitò un agnello strofinando a lungo la sua barba su di esso. Poco dopo 
    che l'animale era tornato in vita e una piccola folla si era raccolta 
    attorno, Chuck Norris diede un calcio rotante all'animale, rompendone il 
    collo, per ricordare ancora una volta alla folla che così come Chuck dà, 
    Chuck toglie.
     
    Chuck Norris non è resistente come un cavallo.. i cavalli sono resistenti 
    come Chuck Norris.
     
    La sigla originale dei Transformers doveva essere: "Chuck Norris! Più di 
    quello che vedono gli occhi, Chuck Norris! Robot in incognito", e vedevano 
    Chuck Norris nel ruolo di un Texas Ranger che difende la terra dai 
    Decepticons e che può trasformarsi in un pick-up. Questo era decisamente 
    troppo stupefacente per una singola trasmissione, quindi fu divisa in due.
     
    Chuck Norris non utilizza proiettili a salve durante le sparatorie. Quando 
    un regista una volta disse che non poteva utilizzare proiettili veri, 
    semplicemente replicò: "Certo che posso, io sono Chuck Norris", e lo colpì 
    con un calcio rotante in faccia.
     
    Il settimo giorno Dio si riposò.. Chuck Norris ne prese il posto.
     
    Quando le sue arti marziali non riescono a risolvere una situazione spinosa, 
    Chuck Norris si finge morto. Quando fingermi morto non funziona, si finge 
    uno zombie.
     
    Anche se non è risaputo a tutti, esistono tre lati nella Forza: il lato 
    buono, il lato oscuro, e Chuck Norris.
     
    Gli scienziati credevano che il diamate fosse il materiale più duro al 
    mondo. Ma dopo incontrarono Chuck Norris, che gli diede un calcio rotante in 
    faccia così forte, con così alto calore e pressione, che gli scienziati si 
    trasformarono in copie di Chuck Norris.
     
    Dio offrì a Chuck Norris la possibilità di volare, ma lui declinò subito a 
    favore dell'abilità in potentissimi calci rotanti.
     
    Quando fu negato a Chuck Norris un Bacon McMuffin da McDonalds perchè erano 
    le 10:35, colpì il locale così pesantemente che lo trasformò in uno 
    Spizzico.
    Chuck Norris beve napalm per calmare il bruciore di stomaco.
     
    Il verso delle oche non produce eco. Chuck Norris è il responsabile di 
    questo fenomeno. Se gli chiedete perchè lui semplicemente vi fisserà, 
    ferocemente.
     
    Chuck Norris una volta ha cercato di battere Garry Kasparov in una partita a 
    scacchi. Quando Norris perse la partita a schacchi, vinse nella partita 
    della vita colpendo Kasparov con un calcio rotante su uno zigomo.
     
    Il calcio rotante di Chuck Norris è così potente che può essere visto dallo 
    spazio, ad occhio nudo.
    Se volete una lista dei nemici di Chuck Norris, vi basterà controllare le
    specie estinte.
     
    Chuck Norris non ha mai battuto un sopracciglio nella sua vita. Mai.
     
    Chuck Norris è stato capace di vincere una partita a scacchi anche dopo che 
    gli avevano mangiato il re.
     
    Chuck Norris una volta ha trovato lavoro in un lunapark. Era il calcinculo.
     
    Chuck Norris un giorno ha creato un lanciafiamme urinando in un accendino.
     
    Una notte, durante un temporale, Chuck Norris è stato colpito da un fulmine. 
    Il fulmine è morto sul colpo.
     
    Chuck Norris ha creato un milione di posti di lavoro. Tutti becchini.
     
    Chuck Norris da piccolo amava i cartoni. Soprattutto allo stomaco.
      
    Se Chuck Norris si sveglia con la luna storta, la raddrizza a calci rotanti.
     
    Quando Chuck Norris ha lasciato le sue impronte delle mani e dei piedi sulla 
    Hollywood Walk of Fame, il cemento era asciutto.
     
    Nel Vangelo secondo Chuck Norris, Dio ha un ruolo di secondo piano. E di 
    Gesù non c'è traccia.
     
    L'erba del vicino di Chuck Norris è meno verde della sua.
     
    Chuck Norris detiene il record di punti in un'unica partita di basket: 
    centosettanta. Distribuiti equamente tra gambe, braccia e volto degli 
    avversari.
     
    Se mia nonna avesse le ruote, sarebbe una carriola. Se Chuck Norris avesse 
    le ruote, sarebbe la batmobile.
     
    Nella botola di Lost c'è Chuck Norris.
     
    Freddy Krueger non dorme mai per paura di sognare Chuck Norris.
     
    Chuck Norris ha bandito gli arcobaleni dallo stato del North Dakota.
      
    Contrariamente a quanto si crede, il vero nome di Chuck Norris è Chuck 
    Morris. Purtroppo, una stanghetta della M è stata inavvertitamente amputata 
    da un calcio rotante eseguito da Chuck all'anagrafe.
     
    I globuli bianchi di Chuck Norris sono sue copie in miniatura e sconfiggono 
    i virus a calci rotanti.
      
    Chuck Norris è contrario alla prostituzione. Se fosse favorevole, tutte le 
    donne sarebbero sulla strada.
    Per un punto passano infinite rette, ma un solo Chuck Norris. E se in quel 
    momento Chuck Norris ha i coglioni girati, non ci saranno più nè punti nè 
    rette.
     
    Le saghe di "Rambo" e "Rocky" originariamente erano una cosa sola, chiamata 
    "Chuck Norris", in cui lui diventava campione dei pesi massimi con una gamba 
    e con l'altra liberava prigionieri in Vietnam.
     
    Chuck Norris riesce a baciarsi la schiena.
     
    I buchi neri sono dovuti a Chuck Norris che prende a calci rotanti 
    l'universo.
     
    Chuck Norris corre i 100 metri piani in -4 secondi.
     
    La prima parola pronunciata da Chuck Norris, da piccolo, è stata "Chuck". La 
    seconda "Norris". La terza non c'è mai stata. Da quel giorno, Chuck Norris 
    si esprime a calci rotanti.
     
    Chuck Norris ha ucciso la mamma di Bambi con un calcio rotante.
     
    Errare è umano, perseverare è diabolico, uccidere è Chuck Norris.
     
    Quando Chuck Norris lavorava al circo, veniva domato dai leoni. In due anni 
    di spettacoli, ne sono morti 32 e 45 si sono licenziati. Ne mancano 
    all'appello due: gira voce che Chuck li usi come pantofole da salotto. Vivi.
     
    Chuck Norris annega i pesci.
     
    Chunk Norris dice "no" alla caccia, anche perchè gli animali vanno 
    spontaneamente a bussare alla sua porta e si sparano da soli.
     
    Il gioco degli scacchi, originariamente, prevedeva tanti Chuck Norris in 
    miniatura al posto dei pedoni. Vennero sostituiti quando ci si accorse che, 
    di loro spontanea iniziativa, prendevano a calci rotanti tutte le altre 
    pedine rovinando le partite.
     
    La prima stesura della sceneggiatura di Fight Club prevedeva Chuck Norris in 
    tutti i ruoli. Tutti.
     
    Il 26 dicembre 2004 Chuck Norris ha fatto il suo primo tuffo nel Pacifico.
     
    Un giorno Germano Mosconi ha bestemmiato Chuck Norris. E' stato licenziato 
    sul posto. Con un calcio rotante.
     
    Chuck Norris ha giocato alla roulette russa con una pistola completamente 
    carica e ha vinto.
     
    Non ci sono armi di distruzione di massa in Iraq: Chuck Norris vive in 
    Oklahoma.
     
    Il triangolo delle Bermuda era una volta noto come il quadrato delle 
    Bermuda, fino a quando Chuck Norris con un calcio rotante non ha distrutto 
    uno degli angoli.
     
    Chuck Norris ogni tanto esplode. Questo avviene perchè i suoi atomi si 
    prendono a calci rotanti tra di loro. Per paura di ritorsioni da parte di 
    Chuck, una volta esplosi chiedono scusa e si ricompongono immediatamente.
     
    Chuck Norris ha ordinato un Big Mac da Burger King, e gliel'hanno dato.
     
    Chuck Norris può volare. Questo perchè la forza di gravità non ha il 
    coraggio di dirgli che non può.
     
    Ozzy Osbourne stacca la testa dei pipistrelli a morsi. Chuck Norris stacca 
    quella delle tigri siberiane.
     
    Chuck Norris non ha letto la Bibbia. L'ha scritta.
    Dietro ad ogni uomo di successo c'è una donna. Dietro ad ogni uomo morto c'è
    Chuck Norris.
     
    Chuck Norris una volta ha calciato un cavallo sul mento. Ora i suoi 
    discendenti sono noti come "giraffe".
     
    Nella Bibbia, Gesù ha trasformato l'acqua in vino, ma poi Chuck Norris ha 
    trasformato quel vino in birra.
    Nell'area 51 ci sono alieni, noi abbiamo paura di un'invasione, gli alieni
    di un calcio rotante alla loro astronave,ah e si stanno facendo studi su 
    Chuck, devono vedere se è stato lui ad andare ad hiroshima...
     
    November 21

    ...nel cammino

    Esistono persone nelle nostre vite che ci rendono felici per il semplice caso di avere incrociato il nostro cammino. Alcuni percorrono il cammino al nostro fianco, vedendo molte lune passare, gli altri li vediamo appena tra un passo e l'altro. Tutti li chiamiamo amici e ce sono di molti tipi. Talvolta ciascuna foglia di un albero rappresenta uno dei nostri amici. Il primo che nasce è il nostro amico Papà e la nostra amica Mamma, che ci mostrano cosa è la vita. Dopo vengono gli amici Fratelli, con i quali dividiamo il nostro spazio affinché possano fiorire come noi. Conosciamo tutta la famiglia delle foglie che rispettiamo e a cui auguriamo ogni bene. Ma il destino ci presenta altri amici i quali non sapevamo avrebbero incrociato il nostro cammino. Molti di loro li chiamiamo amici dell'anima, del cuore. Sono sinceri, sono veri. Sanno quando non stiamo bene, sanno cosa ci fa felici. E alle volte uno di questi amici dell'anima si installa nel nostro cuore e allora lo chiamiamo innamorato. Egli da luce ai nostri occhi, musica alle nostre labbra, salti ai nostri piedi. Ma ci sono anche quegli amici di passaggio, talvolta una vacanza o un giorno o un'ora. Essi collocano un sorriso nel nostro viso per tutto il tempo che stiamo con loro. Non possiamo dimenticare gli amici distanti, quelli che stanno nelle punte dei rami e che quando il vento soffia appaiono sempre tra una foglia e l'altra. Il tempo passa, l'estate se ne va, l'autunno si avvicina e perdiamo alcune delle nostre foglie, alcune nascono l'estate dopo, e altre permangono per molte stagioni. Ma quello che ci lascia felici è che le foglie che sono cadute, continuano a vivere con noi, alimentando le nostre radici con allegria. Sono ricordi di momenti meravigliosi di quando incrociarono il nostro cammino. Ti auguro, foglia del mio albero, pace amore fortuna e prosperità. Oggi e sempre... semplicemente perché ogni persona che passa nella nostra vita è unica. Sempre lascia un poco di se e prende un poco di noi. Ci saranno quelli che prendono molto, ma non ci sarà chi non lascia niente. Questa è la maggior responsabilità della nostra vita e la prova evidente che due anime non si incontrano per caso. 
    November 15

    2%

    Ti ho vista la prima volta, mentre con gli occhi eri sospesa nel vuoto.Continuavi a cercare qualcosa fissando lo spazio circostante.Eri legata come i tuoi capelli ad un pensiero, anch’esso sospeso nell’aria.Te ne stavi disattenta a cercare le verità della vita,come una bambina le cerca in un suo gioco.Così, a tua insaputa sei stata minuti interi in balia del mio sguardo, come una farfalla lo è del vento.Eri aggrappata ai sentimenti, quelli che spesso la gente non vede,quasi tu volessi dimostrare che aldilà di un corpo c’è sempre un cuore.Forse è lì che ti ho incontrato la prima volta o anima persa, confusa in quel gran maglione e nelle tue tante idee libere di andare.“ – Non credere, ti dissi che la gente non veda,è solo questione di tempo. Anche i giorni che sono nelle stagioni esistono, sia che piova o che ci sia il sole,fanno parte come te della vita, come la gioia e il dolore. “Ti ho vista la prima volta, mentre con gli occhi eri sospesa nel vuoto.Continuavi a cercare qualcosa fissando lo spazio circostante.Quel giorno… quando m’incontrasti, ti dissi “ Non ti preoccupare verrà anche il tuo tempo,il tempo dei sentimenti, la dove qualcuno guarderà come te “oltre”.Proprio dove arriva solo chi delle stagioni ne comprende non solo i giorni,ma anche i minuti e le ore.Se poi arriverà a capirne anche il contenuto,allora, sarà ad un%2
    November 14

    Incipit

    Qualcuno crede di poterlo continuare? scriva la sua continuazione sui commenti e mandate avanti la storia:
     

    Lame

    Ghiaccio nell’aria, come spilli sbattuti nella faccia indurita dal gelo.

                Spilli.

                La notte che lo conobbi il termometro era sceso sotto i trenta, c’era un’aria secca e tagliente, smontavo dal turno di notte.

                Mi avvicino alla Ford nel parcheggio, noto subito questa figura arrancare nel buio, come un orso in cerca di cibo, cazzo l’orso!!

    La chiave non apre dio cristo non apre il dito quasi s’incolla al metallo della serratura tanto è ghiacciata brutta macchina di merda e che questo è grosso forse più di due metri ed avanza piano le spalle un po’ curve e barcolla che pare ferito è sotto al lampione e vedo ha lunghi capelli che coprono gl’occhi vorrà certo dei soldi forse mi vuole squartare cazzo è apriti merda d’un auto che vali meno di un cazzo di niente APRITI MERDA do un calcio alla portiera ma niente e lui è sotto al lampione e si vede che non sta troppo bene ma che cazzo mi metto a fare l’infermiera che questo mi vuole ammazzare magari mi sbatte in mezzo a due auto e mi strappa il cuore che ha mani di ferro, la chiave adesso entra di un poco e giuro che smetto DIO SE ASCOLTI E SE APRI LA PORTA SMETTO DI FUMARE, LO GIURO, l’orso ha il fiato spezzato come avesse l’asma o sangue che esce, la chiave s’infila ma non riesco a girarla, l’orso e a due metri cazzo son fritta, l’orso, la chiave, guardo veloce l’orso ancora la chiave e dai che cosa ti costa? L’ospedale è troppo lontano per provare a fuggire.

    L’orso è troppo vicino!!

    Si è aperta.

    M’infilo.

    Provo a chiudere in fretta, ma sento una morsa alla caviglia, si è gettato in mezzo alla neve e mi ha preso dal piede, una tagliola, io la preda.

    Con due mani sbatto la porta più volte, gliela taglio la mano a ‘sto pezzo di merda…ha mollato. Con il gomito chiudo la sicura va in moto accelero e scodando lascio in fretta quel posto, dallo specchietto vedo il parcheggio, si è tirato in piedi, è enorme davvero, ha le braccia abbandonate sui fianchi il petto che si gonfia e si sgonfia, così con questa luce blu e che non prova a corrermi dietro non mi pare cattivo. E se avesse solo bisogno di me? Fermo l’auto, lui guarda ancora ed il fumo che esce dalla sua bocca fa strane figure nell’aria ferma, metto la retro e piano mi avvicino, si sposta mi lascia arrivare, gli apro, si siede.

    Notò che l’individuo effettivamente è alto più di due metri, vestito con semplici pantaloni di tela e una tunica sfrangiata, un abbigliamento poco adatto al rigido clima di Arkangel’sk. Il corpo indica chiaramente anni di addestramento fisico, e lunghi capelli neri incorniciano un volto rude e sinistro, tipico di un militare.

    L'aria severa e imponente è aumentata dall'ago spezzato di una perpisiringa nell'occhio: il sangue scende dall'occhio ferito in maniera copiosa, e si può intuire che l'occhio ha perso la percezione visiva ormai da un pò.

    I due occhi scuri la squadrano con timore.

     “Hai bisogno di aiuto?” chiese la giovane quasi urlando per lo spavento di quello che è capitato poco fa davanti  “Vuoi che chiami qualcuno?! L’ospedale è qua vicino se vuoi ti porto da loro, potranno aiutarti ..!!”

    Silenzio. La figura accanto a lei non risponde, il capo chino sul braccio ferito e i lunghi capelli corvini che coprono il volto gli danno un aria malsana; il puzzo che emana rievoca un non so che di mercato del pesce e le dita dei piedi hanno assunto una colorazione purpurea, indice di assideramento.

    “ Allora andiamo all’ospedale, va bene”?! Veronika sta ingranando la marcia quando lui sussulta e con una voce molto calma dice:  “L’ospedale?! No, non andiamo all’ospedale, non sono grave..” Veronika lo interrompe con un tono di voce quasi isterico: “...certo che hai una strana definizione di grave, ma non ti vedi.. stai a malapena in piedi e sanguini dappertutto, sai quanto mi ci vorrà a togliere il sangue dai sedili, in più hai dei principi di assideramento e se proprio devo dirla tutta, ti avrò appena spezzato un braccio, questo per te non è grave?!?!”

    Stettero un paio di secondi in silenzio, “Non sarai mica un criminale, vero?” chiese con aria preoccupata.. “Se devo dire la verità..” singhiozzo con rassegnazione il ragazzo “..non so nemmeno io chi sono!..”

    -

    “In questo caso lo sai che ti dovrò portare dai SOM”.

    A quelle parole il ragazzo sembrò risvegliarsi, alzò di scatto la testa e incrociò lo sguardo di lei, “No niente polizia!! So.. sono loro che mi hanno combinato cosi!.. o …o almeno credo”: solo adesso Veronika si accorse che incastonato in mezzo alla fronte come un terzo occhio c’era un brillante, e cosa sbalorditiva, emanava una luminescenza propria.

    -Ero come ipnotizzata da quel bagliore azzurrognolo, era come stare in una grotta marina con la luce che entra da una fessura immersa sotto il livello del mare, la cosa strana era che non avevo mai visto gente con un simile cristallo sulla fronte, anzi per essere sincera non avevo mai visto nessuno con qualcosa di simile, eppure ormai lavoravo da 4 anni all’ospedale generale di Arkangel’sk e ne avevo viste di cotte e di crude. Ma non sembrava qualcosa fatto artigianalmente da qualche tatuatore     , era qualcosa di più curato e si dimostrava più complesso di un piercing, quasi come fosse attaccato al cranio con la pelle che arrivava al contorno in modo tale da creare una coroncina luminosa intorno alla pietra.

    Appena il ragazzo si calmo il cristallo smise di illuminarsi come se quella luce dipendesse dall’umore di chi lo portava, Veronika incalzò “ ma da dove vieni? Non sei di qui, vero? Cioè.. non ho mai visto nulla di simile…” il ragazzo mormorò qualcosa tra se e se poi con tono seccato “se sapessi da dove vengo forse saprei anche chi sono, non è che non te lo voglio dire, non lo so e basta…” Veronika non fece in tempo a controbattere, “…vedo che dalla divisa che indossi che sei un’infermiera, non potresti portarmi in un posto caldo e curarmi le ferite, saprò come ricompensarti”, Veronika notò che il ragazzo parlava perfettamente senza cadere nel dialetto del luogo, una cosa molto strana per un sobborgo come quello, attese un paio di secondi poi rispose: “Cosa ti fa pensare che mi prenderò la briga ti portarti a casa e curare le tue ferite? Sempre che si possano chiamarle cosi! Ma ti rendi conto che hai un ago nell’occhio! Non so nemmeno come a fai a non urlare per non parlare di tutto il resto, mi stupisco che non te non sia ancora morto, io non sono un medico e..” il ragazzo interruppe Veronika e incalzò “ ehi ehi… siamo entrambi d’accordo che sono combinato male, ma mi sembra che stia ancora respirando no?? E poi non ti ho detto di portarmi a casa tua ma in un posto caldo, so che non è facile fidarsi di uno sconosciuto, ma io non ti ho chiesto se eri qualificata a curarmi ti ho solo chiesto di farlo, in fondo anche se fossi un delinquente non me lo ricordo…” il ragazzo fece trascorrere qualche secondo di silenzio poi, facendo un piccolo sorriso “… sono sicuro che lo farai per lo stesso motivo per cui hai fatto retromarcia qualche minuto fa”. Ridendo Veronika disse “Va bene e cosi mi leggi nel pensiero, ma che resti inteso, appena ho finito di fasciarti ti sbatto fuori di casa, lavoro già 14 ore al giorno, lo straordinario non pagato lo vorrei evitare”.  

    Cosi dicendo girò la chiave nel quadro e mise in moto l’auto “..Ma sto rottame si accende solo quando vuole lui!” e girandosi verso lo sconosciuto “Come sono cattiva vero? In fondo mi ha portato in giro fino ad oggi”; il ragazzo rimase zitto, guardò per un attimo la plancia dell’auto poi si voltò a guardare la strada innevata tenendo le mani tra le gambe quasi come fosse un bambino intimidito. Il viaggio si svolse senza scambiarsi parola con il silenzio rotto solo dalle disconessioni della strada che non venivano per niente attutite dagli ammortizzatori scarichi dell’auto, Veronika abitava dall’altra parte della città in un quartiere popolare molto fatiscente e che sicuramente non infondeva una gran senso di sicurezza; per un certa impressione Veronika si sentiva più al sicuro con quello sconosciuto nell’auto che da sola.

    L’auto si fermò in una piazzola tra una Kia mezza distrutta e una vecchia Mercedes, non si capiva con che logica avessero parcheggiato le auto, dava l’impressione di uno sfasciacarrozze più che un posteggio per auto; tutt’intorno sorgevano palazzoni fatiscenti di colorazioni pallide che non davano sicuramente un aspetto migliore alla zona. Veronika spense l’auto e si girò verso lo sconosciuto trovandolo ancora nella posizione della partenza “Sei sveglio? Non sarai mica svenuto?”  il ragazzo fece un cenno con la testa, Veronika continuò “ allora, il mio appartamento è al terzo piano e purtroppo l’ascensore è guasto… da anni… perciò dovrai fartela a piedi, pensi di farcela?”, “Non dovrebbe essere un problema” e cosi dicendo il ragazzo si tolse dalla posizione che aveva assunto alla partenza e apri la portiera; Veronika fece la stessa cosa. Fuori dall’auto il tempo era pessimo come all’ospedale, i due chiusero di corsa la portiera e si incamminarono con molta fatica verso uno dei palazzoni, la camminata di Veronika era decisa, al contrario di quella del ragazzo che arrancava a fatica dietro la figura femminile. Entrati nel porticato il ragazzo era visibilmente provato, il volto smagrito e il sangue rappreso sui vestiti svelavano giorni di scontri e i di fame; solo allora Veronica notò l’impressionante stazza dello sconosciuto che le si era fermato accanto.

    - Cazzo quant’è grosso - pensò la ragazza tra se e se, speriamo non sia veramente un assassino altrimenti col cavolo che lo vado a raccontare in giro, Veronika era alta pressappoco un metro e sessanta , i capelli castano chiaro erano lunghi, simili ad un fiume che si muove sinuoso lungo i lati di due montagne, coperti da un berretto in pile acrilico che andava molto di moda in quei tempi; la vita stretta e le gambe toniche insieme ad un busto ben proporzionato con una “preponderante femminilità” nella grandezza dei seni ne facevano una figura assai giovanile ; difficilmente a Veronika venivano dati più di venti anni.

    Sotto le sopracciglia rade spiccano due pozzi d’acquamarina assai placidi , un piccolo naso quasi “felino” ed una bocca incline al sorriso.

    I due occhi scuri la squadravano con sofferenza.

    Veronika se ne accorse.

    Si sentiva una briciola di fronte a quel individuo.

    -         Ok, appena entrati in casa la prima cosa che fai e toglierti questi stacci di dosso e farti una doccia, poi penseremo al resto, mi raccomando non bagnarti l’occhio ferito, non penso che riusciremo a salvarlo ma almeno non peggioreremo la situazione.

    Il ragazzo diede un cenno positivo.

    La ragazza aprì il portone dell’appartamento e accese la luce.

    -         Il bagno è questo qua – e indicò una porta sulla destra dell’entrata.

    -         Ah, non dimenticare di bruciare quegli stracci che non li voglio più vedere a casa mia!

    -         Bruciare?! - disse il ragazzo con aria perplessa.

    -         Ma dai! Stavo scherzando, mettili da parte in un angolo della stanza.

    Il ragazzo entrò nel decrepito bagno.

    -         Scusa per il disordine, ma non sono abituata ad avere ospiti in casa.

    -         Strano. - rispose il ragazzo – una cosi bella ragazza…

    Veronika non si aspettava quella risposta. Ad un tratto la sua mente si fermò e non pensò più a quel ragazzo come ad un sconosciuto, fu solo un attimo, ma bastò a complicarle il modo con cui interagiva con lui.

    Il ragazzo uscì dal bagno.

    Era coperto solo da un asciugamano in vita che gli cadeva sulle ginocchia ma si dimostrava un pò piccolo per il suo fisico.

    Sulla sua corporatura scultorea stonavano molte cicatrici di diverse entità.

    A Veronika non passarono indifferenti, le cicatrici, era un’infermiera e sapeva che erano recenti e tutte dimostravano una certa gravità; incominciava a pensare seriamente a chi potesse avere avanti, ma proruppe in un applauso: “Wow, vince il premio Mr. Universo.. lo .. lo sconosciuto col terzo occhio!!” e scoppiò in una fragorosa risata.

    La ragazza si accorse che il ragazzo era rimasto impassibile a quella battuta e con una punta di imbarazzo continuò: “comunque bisogna darti un nome, dato che non so mai come chiamarti, e sinceramente: lo sconosciuto col terzo occhio fa abbastanza schifo! Non trovi?”

    Il ragazzo abbozzo un sorriso e si incammino verso di lei.

    -         Non avresti per caso qualcosa di … più comodo da indossare?

    -         Uhh! Che sbadata, non ci ho pensato, vado subito a prenderti qualcosa da metterti…

    Sorrise e superò il ragazzo entrando nella stanza accanto al bagno, dopo un minuto se ne usci con un una decina di vestiti tra pantaloni, maglie ed intimo.

    Notò che sul dorso ragazzo erano tatuate due ali che coprivano tutta la schiena dalle spalle alle natiche.

    -         Guarda questo è tutto quello che ho non so cosa riuscirai a metterti.

    -         Sono del tuo ragazzo?

    -         Ma va! Erano di mio padre… - con un po’ di imbarazzo cambiò discorso – non indossare niente ancora che voglio bendarti le ferite prima.

    Mentre il ragazzo si sedeva su uno sgabello andò a prendere un kit medico che teneva in bagno.

    -         Allora.. vediamo che magie posso fare su di te. Inizierò dall’occhio. Prima di tutto, chiudi l’occhio sano e dimmi se vedi qualcosa.

    -         Vedo delle ombre , niente di più.

    -         Bhe è già qualcosa, vediamo se si può salvare, potrei farti un po’ male, mi raccomando stringi i denti.

    Il ragazzo era calmo e guardava in alto mentre Veronika stava estraendo la perpisiringa dall’occhio del tipo.

    -         I casi sono due - disse Veronika – o io sono un medico mancato o te non hai nervi, non è possibile che non senta niente.

    Il ragazzo non sembrò darle ascolto.

    -         Senti ho trovato il nome per te, visto che sei sempre cosi calmo e dato che hai due bellissime ali tatuate sulla schiena, ho deciso che ti chiamerò Angel, ti piace?

    -         Angel… – ripeté il ragazzo.

    -         Si Angel, dai non dirmi che ti fa schifo!

    -         No no, è solo che…

    -         E’ solo che…

    -         E’ solo che non è il mio nome. Tutto qua.

    -         Allora mi prendi per il culo! Prima mi dici che non ti ricordi niente e poi mi dici cosi! Allora dimmi come ti chiami o mi nascondi qualcosa?

    -         Niente di tutto questo, e solo che ho la sensazione di non chiamarmi Angel..

    -         Grazie, e secondo te indovinavo il tuo nome tra milioni? E poi se ero cosi brava ad indovinare le cose sicuramente non facevo l’infermiera per quello schifo di stipendio!

    -         Scusa non volevo… Angel è molto bello. Grazie.

    -         Lascia stare.. cambiamo discorso che è meglio – ed estrasse l’ago spezzato – ora vediamo di bendare quest’occhio e speriamo che recuperi la percezione visiva.

    Prese varie garze e incominciò a bendare la testa del ragazzo partendo dall’occhio.

    -         Ecco fatto mio bel pirata, ora l’occhio è sistemato, passiamo alle altre ferite.

    -         Scusa, mi diresti il giorno e il luogo in cui ci troviamo?

    La ragazza guardò il ragazzo e con un sorriso rispose: “Certo oggi è mercoledì e adesso ci troviamo a casa mia”.

    Il ragazzo guardò la ragazza con faccia inespressiva e disse: “Chiedevo sul serio io”.

    -         Scusaaa era una battuta, oggi è il 30 Novembre e qua siamo ad Arkangel’sk.

    -         E l’anno? In che anno siamo? E dov’è situata Arkangel’sk?

    La ragazza alzò la testa sbalordita.

    -         Ma non ricordi proprio niente! Siamo nel 2028 e questo “paradiso terrestre” si trova nella Repubblica Russa.

    A quella frase il ragazzo si bloccò e guardando fisso davanti a lui ripeteva a bassa voce la parola 2028.

    -         Stati bene? – chiese la ragazza. – Guarda che è abbastanza normale non ricordarsi la data quando si è colpiti da una forte amnesia come nel tuo caso; il risultato e non avere dei riferimenti che tendono a postare sconforto.

    -         Non è quello, il fatto che non ho per nulla l’impressione di aver vissuto in quest’epoca anzi ad esserne certo direi che non pensavo avessimo superato l’anno mille!

    La ragazza a questo punto non sapeva più che dire, in fondo lei era un infermiera, non un medico, e tanto meno una psicologa: non sapeva che rispondere, ma non voleva dare l’impressione di non sapere che fare davanti a quell’uomo che pur sembrando un orso in quel momento si comportava più ad un pulcino spaurito.

    -         Facciamo una cosa Angel, adesso io penso a curarti le ferite, e cucirti i tagli più profondi, poi penseremo cosa fare per la tua memoria. Una cosa alla volta non riesco a fare!

    Sorrisero entrambi, il ragazzo sembrò più rilassato e meno teso di prima.

    Veronika a quel punto prese ago e filo e si accinse a chiudere i profondi tagli che ornavano in modo macabro quel corpo

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    una volta guarite le ferite V vuole portare A da uno psicologo per cercare di ritrovare qualche frammento di memoria che potesse almeno fargli ricordare chi fosse, ma A non vuole gli chiede cos'è piuttosto La baia dello Dvina, V gli risponde che non è altro che il delta del fiume dvina che sfocia nel mar bianco e gli chiede perchè, lui le risponde che i SOM che lo torturavano per sapere chi fosse parlavano di averlo trovato li, a quel punto v gli chiede come mai lo avessero tortutato in quel modo se non sapessero nemmeno chi fosse; A non lo sa o non se lo ricorda ma gli chiede a V se gli può spiegare come raggiungere la baia perchè vuole andare a vedere se per caso si ricorda qualcosa guardando quel luogo; ma V gli dice che in quelle condizioni e col tempo che c'era fuori non avrebbe fatto nemmeno pochi passi senza cadere stremato, gli dice di rimanere almeno quella notte da lei prima di tentare qualcosa, A si capisce che V ha ragione e non fa molta resistenza alla richiesta della ragazza, ma gli chiede come fa a non avere paura di avere uno sconosciuto in casa, lei controbatte che tra i due quello più spaventato era lui. la notte passa senza intoppi anche se A non riesce a chiudere occhio per più di 3 ore e al mattino il tempo è sereno e su Arkangelsk c'è un timido sole invernale:  V si alza presto e inizia a preparare la colazione ma quando sopraggiunge a scoppia in una fragorosa risata notando quanto gli stessero piccoli gli abiti del padre, ripresasi V chiede come stanno le ferite e A risponde che si sente molto meglio, V dice che dopo la colazione avrebbe guardato se ci fossero stati ulteriori peggioramenti e se l’occhio avesse fatto infezione. Sulla piccola tavola della cucina trionfavano leccornie come: pane, burro, marmellata, uova, formaggio, salumi, carne, pesce affumicato accompagnati da tè o caffè. A rimane piacevolmente impressionato da quella tavola imbandita, ma quando v gli chiede di iniziare pure A rimane un po’ titubante, allora v chi chiede se per caso non gli piacesse tutta quella roba, A gli rispose che era come se non fosse abituato a mangiare cosi; v gli disse che era un passo in avanti almeno perché poteva significare che magari non fosse di quel luogo, a però continuò che lui non era abituato a mangiare … V si mise a ridere dicendo che molto probabilmente la sua memoria gli stava tirando uno scherzo e gli disse di darci dentro. Una volta fatta colazione V chiese ad A com’era il suo occhio; rispose che non gli faceva più male ora, V  allora se ne compiasse e chiese ad A di togliersi la maglia che cosi controllava le ferite sul corpo ma rimase esterrefatta quando togliendo le bende scoprì che quelle lesioni si erano rimarginate quasi completamente, a quel punto chiese ad A di togliersi la benda dalla testa in modo da controllargli anche l’occhio e vide che anche l’occhio stava guarendo molto rapidamente e che aveva già riacquisito la percezione visiva

     

     

     

     

    November 13

    Presentation

    Essenzialmente, l’importante è ciò che non scriverò. Perché dovrei annoiarti con il mio curriculum vitae? Te lo giuro, non ti servirebbe a niente sapere se ho gli occhi azzurri o neri, se faccio l'idraulico o il manager... Se cerchi amore, dovresti sapere che nessun criterio di selezione è valido. L'amore colpisce quando e dove vuole lui. Se cerchi un dialogo, un’amicizia, un confidente, una scopata, un confessore, un tappabuchi, un chiodo-scaccia-chiodo, un padre, un figlio… Ma non sai cosa cerchi. Nessuno lo sa. Credimi, e risparmierai tempo e fatica. Lasciami entrare nel tuo cervello. Non farò danni. Sono un virus buono. Voglio dialogare. Se con te il dialogo si accende e fa scintille, se mi tieni sveglio la notte con i tuoi pensieri, se le mie parole sono per te come polvere effervescente, e mettono in subbuglio le tue idee e le tue convinzioni… Sarà più di un dialogo, e molto più di ciò che speravi di trovare. Non chiedo di entrare nel tuo cuore. Non ci provo neppure. Non ora, e forse mai. So che è difficile, occorrono anni. A volte non basta una vita intera. I cuori sono protetti dal filo spinato, e se ti armi di cesoie, e se combatti per entrare, e se ti copri di ferite, potresti scoprire che, al di là di tutte le difese, c’è il nulla.