Alberto's profileLa Terza Casa... ...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    February 29

    La vita senza amore...

    L’intelligenza priva di amore, ti rende perverso.La giustizia senza amore, ti rende spietato.La diplomazia senza amore, ti rende ipocrita.Il successo senza amore, ti rende arrogante.La ricchezza senza amore, ti rende avaro.La docilità senza amore, ti rende sottomesso.La povertà senza amore, ti rende orgoglioso.La bellezza senza amore, ti rende ridicolo.L’autorità senza amore, ti rende tiranno.Il lavoro senza amore, ti rende schiavo.La semplicità senza amore, ti toglie valore.La preghiera senza amore, ti rende introverso.La legge senza amore, ti schiavizza.La politica senza amore, ti rende egoista.La fede senza amore, ti rende fanatico.La croce senza amore diventa tortura.

    LA VITA SENZA AMORE... NON HA SENSO.........

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    February 09

    AD&D presentazione del mio personaggio... ILLIDAN

    Ranger Psionico


     

    Nome: Illidan Inæruš

    Luogo e data di nascita:

    Razza: Elfo Silvano

    Allineamento: Caotico Buono

    Segni particolari: capelli bianchi, sguardo intenso.


     

    Forza: 18/68   Destrezza: 17 Costituz: 15    Intellig: 13      Saggezza: 14  Carisma: 9     Bellezza: 12

     

    Carattere:

    La loro vita è semplice e moderata dai ritmi della natura e delle stagioni, e si tengono lontani il più possibile dagli altri esseri pensanti, compresi gli Elfi Alti, e sono determinati a salvaguardare le loro abitudini e la loro libertà ad ogni costo. Il loro allineamento è decisamente neutrale, poco propenso ad aiutare altre persone che non siano elfi silvani.

    Essi vivono in città che all’occhio dei più non è altro che un accampamento stabile, ma la cui vita sociale è complessa, sorvegliate oltre che dagli abitanti anche dagli animali della foresta: nessuno conosce il luogo in cui sorgono questi insediamenti per il semplice fatto che i silvani impediscono a chiunque li abbia trovati di rendere la notizia pubblica. Alle volte, ove trovano le condizioni adatte, si stabiliscono sopra gli alberi della foresta, in un intrico di ponti sospesi e di passerelle che rendono la città invisibile a chi passa sotto.

    L’abbigliamento dei silvani è finalizzato alla mimetizzazione, e dunque per definizione è semplice, con i colori delle varie stagioni: i loro ornamenti sono costituiti da piume, collane e bracciali di pietre e gemme, tutto assai variopinto, e amano colorare il corpo con tatuaggi di ogni forma, permanenti e non, arte che hanno sviluppato in maniera superba. Alcuni di loro hanno imparato a parlare con gli animali, e li usano nei loro compiti di esplorazione, ma quasi mai in battaglia perché ritengono sacra la vita degli animali.

    Le coppie raramente sono stabili: di solito i genitori stanno assieme solo per educare il figlio, e si separano alla sua maturità. Mai è successo che un silvano accettasse come compagno un individuo di razza diversa dalla sua.

    La Musica è l’altra arte che preferiscono, oltre alla già citata pittura del corpo: le loro feste sono caratterizzate da frenetici canti, avviluppati da suoni complessi ma prodotti da strumenti semplici come flauti e strumenti a corda, ma anche da vere orchestre di strumenti a percussione di corteccia o di pelli, in cui tutti i membri della comunità si abbandonano per notti intere dedicate al culto stesso della Vita, ballando instancabili come arsi da un desiderio orgiastico. A volte si odono, camminando nei boschi, anche suoni più miti, più struggenti, all’apparenza nati dalle foglie morte del sottobosco. Nessuno riesce mai a trovare la vera origine di questa musica, ma pochi dubitano che siano gli Elfi Silvani gli artefici.

    In battaglia l’arma preferita è l’arco, e la loro strategia è la guerriglia: temibilissimi nell’arma bianca sono i cosiddetti guerrieri danzanti, straordinari a vedersi, custodi di una tecnica insuperata derivata da secoli di osservazione e di ascolto degli esseri del bosco.

    Come nei cugini Elfi Alti in loro la magia scorre naturale, ma è una magia dalla forma più selvaggia e in effetti i maghi silvani la lasciano fluire in tutta la sua potenza invece di incanalarla nei propri fini.

    Sono comunque dei difensori della vita molto restii a toglierla a chiunque, lasciando la morte come ultima soluzione dei problemi.

    Non percepiscono differenza sostanziale fra le ore notturne e le ore diurne, e infatti svolgono in maniera ottimale le proprie attività a qualsiasi luminosità.

    Conoscono il linguaggio elfico, o “sindaril”, ma di solito usano un dialetto primitivo chiamato “nandorin”.

    Il rapporto che intrattengono con le altre razze è praticamente inesistente, perché le evitano e raramente un’altra razza riesce ad entrare in contatto con i silvani. La loro politica è incentrata sulla neutralità totale, ma diventano ostili se qualcuno attenta a loro o al bosco, abbattendo gli alberi o provocando una grande moria di animali.

    Si manifestano più spesso ai cugini Elfi Alti, ma è una cosa relativa perché poche volte sentono il bisogno di contatto con questi.

    Esistono pochi figli di Elfi Silvani con altre razze, per due motivi: il primo è che non si accoppiano mai con razze non elfiche ( ed eccezionalmente con gli Alti, con i quali hanno culturalmente ben poco in comune); il secondo è che è quasi impossibile violentarli perché impossibile catturare un silvano nel suo bosco vivo.

     

     

    Descrizione:

    Abituati alla vita selvaggia, gli elfi silvani sono persino più agili delle altre razze elfiche; hanno capelli che vanno dal bianco/biondo al rosso rame passando per le varie sfumature castane, formando un piacevole contrasto con la pelle leggermente abbronzata. Gli occhi sono generalmente di colore marrone o verde intenso: raramente sono blue o nocciola. Come negli altri elfi i lineamenti del viso sono fini e affilati con orecchie tipicamente a punta.

    L’altezza è compresa fra un metro e 60 e un metro e 80 centimetri, il peso fra 45 e 70 chilogrammi.

    La vita media è lunga in rapporto a quella umana: circa 450 anni, con una maturità raggiunta a 120 anni.Con il peso di 56Kg e l’altezza di 168cm, Illidan presenta una corporatura massiccia ma comunque prestante.. la sua natura selvaggia e il suo stile di vita composto da anni di addestramento gli hanno procurato un fisico ben definito, massiccio e la costituzione fisica non presenta grasso in eccesso, la muscolatura è ben definita e una leggera abbronzatura gli dà un bell’aspetto.

    I capelli sono piuttosto lunghi e bianchi, caratteristica non strana per un elfo, ma particolare per un silvano, pettinati con una miscelanza di oli profumati, non riescono però ad attirare l'attenzione di chi lo osserva tanto occhi di un colore difficile da definire, in quanto è un verde molto intenso che a seconda della luce tende a volte al grigio e a volte al blu, custodi di imponenza che era aumentata da un sorriso triste che rivela due denti canini pronunciati..

    Porta solitamente un classico mantello elfico di color verde con vari decorazioni e sotto di esso porta un corpetto in cuoio duro borchiato ben rifinito.

    Priva di fodero o di una qualsivoglia copertura è legata al suo fianco una spada dalla forma particolare: la lama sembra nuova di forgia , ma il rivestimento in cuoio che ricopre il manico porta i segni di mille e mille fendenti , giustificando l'apparente sete di battaglia che sembra emanarsi da quest'arma strana; legate dietro la schiena ci sono 2 spade lunghe di manifattura elfica.

     

    Talento Psionico

     

    Religione:


    Gli Elfi Silvani dei reami perduti venerano Mielikki come principio e mantenimento della vita, identificandola nella natura selvaggia e incontaminata che li circonda e nella madre terra che li sostiene e li nutre: ad essa sono rivolte le loro preghiere e i loro culti, complessi e mistici. I loro sacerdoti sono chiamati druidi e sono straordinari conoscitori delle virtù di piante e principi naturali. Mielikki è una divinità immaginaria appartenente all'ambientazione Forgotten Realms per il gioco di ruolo fantasy Dungeons & Dragons. È una divinità intermedia della natura del pantheon faerûniano.

     

    Nel suo aspetto di Khalreshaar appartiene al pantheon elfico ed è adorata come divinità dei mezzelfi.

    Il suo simbolo è costituito da un unicorno dagli occhi azzurri e dal corno dorato con lo sguardo rivolto verso sinistra.


    La sua arma preferita è la "Lama del Corno", una scimitarra.

    Il drow Drizzt Do'Urden è un famoso ranger fedele alla dea.

    I suoi druidi possono utilizzare qualsiasi arma o armatura normalmente usata dai Ranger senza essere vincolati a nessun obbligo spirituale.

    Un suo Eletto è membro dell'Enclave di Smeraldo, un organizzazione druidica che difende la natura nella regione del Golfo di Vilhon.


    Poteri Psion:

    Nella tua foresta, un giorno, si è aperto un portale dal quale è uscito un uomo molto mal ridotto... Illidan lo ha curato per molto tempo, e lui per ricompensa (per volere di Illidan... ) ti ha portato nel suo mondo per 3 anni a studiare le arcane arti Psioniche. Si può dire che lui sia il suo maestro.

     IllidanIllidan10Illidan11Illidan18Illidan2

       

     

    February 07

    Scusa hai da accendere?

    E tu, uomo d'affari che ti mischi alla massa che riempie le strade notte tempo, come la becchi una donna che tacco, passo, slancio, ti fa voltare la testa? Da affezzionata telespettatrice di Deperate housewife, forse perchè Francesca mi ricorda ogni volta la mia somiglianza carratteriale con la viziata Signora Solis, ieri sera mi son ritrovata a pensare a quanto sia luogo di fortunati e fortuiti incontri la strada. E non parlo di prostitute a pagamento, quelle son manna dal cielo, perchè ammetto che molte donne, non si fan chiaramente pagare a prestazione, ma nel corso degli anni dilapidano conti in banca maschili in modo ben peggiore; ma parlo di quelle belle donne che han reso famoso il numero 77, che han fatto la fortuna di Venditti che canta "ma come fanno le segretarie con gli occhiali a farsi sposare dagli avvocati", si quello donne che le noti dalla professionalità, che ti passano davanti armate di valigetta, tailleur, e perle bon ton, e si fermano al bar giusto il tempo di un caffè veloce, che fa tanto donna-impegnata, nascoste dietro ad occhiali di marca, quelle donne che ornate da un pizzico di profumo di quello giusto, e non l'imitazione scadente comprata ai banchi della sagra del paese, ti fanno voltare la testa e ti lasciano li perplesso, a pensare che se solo ti fossi fatto la barba, non avessi le scarpe timberland anni 80, e fossi risucito ad abbinare la fantasia della camicia ai colori della cravatta, forse avresti anche potuto fermarla. Il fatto è che voi maschi siete incapaci pure per strada, vi fate per così dire, per essere carine, odiare. C'è l'uomo "ora te le suono io" che con simpatia ti scorge lungo la strada e da dentro la sua auto, col clacson ti fa la serentata rap, che l'inquinamento acustico in confronto è sinfonia, e pensa di essere originale oltre che simpatico. Poi c'è il tipo "rallentatore del traffico" che sempre da dentro l'auto ti si affianca, abbassa il finestrino, ci poggia il gomito sopra, e con gran calma intavola una discussione da dopo pranzo pomeridiano incurante dei chilomentri di coda che gli si formano alle spalle, e tu presa dall'ansia acceleri il passo come per esser d'aituo allo smaltimento. Costui giunge l'apice quando al semaforo, primo della fila, allo scattare del verde se ne resta inchiodato nell'impresa impossibile di sganciarti il numero di telefono. Poi c'è il "classico" passeggiatore che se ne sta uscendo dal suo studio con in testa i conti da pagare, e al tuo passare gli esce un triste " complimenti eh!", e se ti volti e gli dici grazie sei finita e non ti si schioda più, se non gli rispondi sei troia. Per la categoria "ogni scusa è buona" c'è quello che ti si avvicina chiedendoti dove si trova la via piuttosto che tal ufficio piuttosto che tal orario, piuttosto di informarsi prima di partire su paginebianche mappe, appellandosi al "da cosa nasce cosa" nella speranza di terminare il questionario Rischiatutto, con "dove andiamo per cena?". Poi c'è "l'usignolo" che memore della canzone di Fred Buscaglione, che bambola, ti fischia dietro e così è convinto di aver fatto il suo. Insomma, a parte quello che riesce a rubarti due secondi, prendendoti sulle tue debolezze, complimentandosi per le scarpe..gli altri, s'hanno da ingegnà!!!!
    tratto da un blog di libero